Cassa Rurale di Trento

Catalogo opere d'arte

Dipinti, sculture, disegni e stampe, maioliche, oreficerie, arredi di pregio. Nelle sedi e nei caveau delle banche italiane si conservano importanti collezioni che concorrono a qualificare il patrimonio artistico nazionale. La responsabilità sociale del sistema bancario, infatti, si esprime anche nell'articolato rapporto con la grande tradizione culturale del "Bel Paese". Alla promozione di restauri e di ricerche si aggiunge un impegno collezionistico culturalmente rigoroso, motivato dalla volontà primaria di documentare i percorsi artistici delle collettività di riferimento.

In questo contesto si inserisce a pieno titolo l'azione della Cassa Rurale di Trento, impegnata per il recupero e la valorizzazione delle produzioni d'arte della città e del territorio provinciale. Presso la rete degli uffici e degli sportelli societari si conserva la stratificazione storica di una serie di committenze e acquisti collegati alla tradizione mecenatizia dei diversi istituti di credito che sono confluiti nella nuova denominazione. Grazie a scelte mirate, questo patrimonio ha progressivamente assunto la fisionomia di una vera raccolta in cui sono ampiamente rappresentate le vicende e i protagonisti dell'arte trentina, soprattutto novecentesca, con opere spesso di prima qualità che consentono di seguire l'evoluzione storica dei linguaggi e degli stili. Nella galleria di ritratti, nature morte, figure sacre e paesaggi alpini figurano, tra i tanti, nomi eccellenti come quelli di Eugenio Prati, Bartolomeo Bezzi, Luigi Bonazza, Umberto Moggioli, Gino Pancheri e Othmar Winkler.

Oggi questa ricchezza di straordinario valore culturale si trova al centro di un progetto di conoscenza e valorizzazione che prevede il censimento e l'archiviazione digitale delle collezioni come soluzione intesa a favorirne la gestione e la fruizione.

Su incarico della Rurale, la cooperativa sociale Kinè ha avviato la realizzazione di una banca dati unificata che potrà rispondere efficacemente alle esigenze di informazione, organizzazione razionale, condivisione e accessibilità, oltre che di prevenzione del rischio di furti e dispersioni. La campagna ricognitiva prevede la trascrizione e l'integrazione in forma standardizzata dei dati inventariali raccolti negli anni, con diversi criteri e metodologie, presso la sede e le filiali della Cassa. Al fine di operare sul piano di standard catalografici riconosciuti e condivisibili, vengono adottati metodi ispirati dalla normativa specifica del Ministero per i Beni e le Attività Culturali; in particolare, si fa riferimento agli standard elaborati dall'Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione (ICCD) per le varie tipologie di manufatti che compongono collezione (disegni, stampe, opere e oggetti d'arte).

Una soluzione informativa web-based nel tempo consentirà di aggiornare la banca dati in modo facile e veloce. In questo modo l'archivio digitale renderà immediatamente disponibile il patrimonio anche per operazioni storiografiche e divulgative di valorizzazione della collezione: un biglietto da visita privilegiato per una realtà che ha saputo farsi depositaria della storia e dell'espressione creativa della propria comunità.

Katia Malatesta, Kinè scs